martedì 22 novembre 2016

Torta di mele nocciole e cannella



Una torta umida, profumata e golosissima. Un must per i pomeriggi più freddi e grazie alla cannella un toccasana per i malanni di stagione.
Questa torta può essere servita capovolta o dritta ed è bella in entrambi i modi. La ricetta è, come sempre, priva di ingredienti animali, semplice e, con un po' di pazienza e fatta eccezione per la cannella, a km 0.
Ecco gli ingredienti:

200gr di farina di grano tenero, io uso Maiorca, ma una tipo 2 può andare bene
60gr di nocciole macinate insieme a mezza stecca di cannella
150gr di zucchero integrale dulcita o grezzo + 1 cucchiaio e 1/2 per le mele
220gr di latte di riso
50gr di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino da caffè di bicarbonato
1 cucchiaio raso di aceto di mele non filtrato
3 mele rosse
il succo di mezzo limone
un pizzico di vaniglia del madagascar

Accendete il forno a 180°.
Sbucciate le mele e tagliatele in fettine abbastanza sottili e mettetele in una ciotola (potete usare la stessa per l'impasto), cospargetele con il cucchiaio e mezzo di zucchero e il succo di limone e mescolate bene.
Disponetele sul fondo di una tortiera tonda, precedentemente unta con olio extravergine e infornate per il tempo di preparazione dell'impasto.


Nella stessa ciotola che avete usato per le mele, riunite gli ingredienti secchi ed a seguire quelli umidi, tenendo per ultimi bicarbonato ed aceto di mele. Mescolate bene con una frusta e versate sulle mele.
Infornate la torta per 30/35 minuti e fatela raffreddare prima di sformarla.

giovedì 4 agosto 2016

Lezione: La parmigiana: tradizione o innovazione?


Ecco un piatto della tradizione siciliana che, per quanto mi riguarda, merita un po' di spazio tutto suo.
Un piatto di indiscutibile successo e caro a tutte le famiglie, ma siamo onesti, famoso anche per la pesantezza.
In un passato quasi remoto, io non riuscivo a concepirne la natura, davvero troppo imponente, di strati e strati di calorica abbondanza. 
Ma è veramente indispensabile trasformare questo classico della cucina meridionale in uno svuota-dispensa?
Io penso di no, anzi, da quando ho apportato qualche modifica, riesco ad apprezzarlo ed a trovargli una giusta sistemazione all'interno di una cena con più portate. 
Partiamo dalle basi. 
La parmigiana di melanzane, nonostante abbia subito molte variazioni in giro per il mondo (e penso di sapere perchè), è un trionfo di melanzane, rigorosamente fritte, pomodoro, basilico e altre mille variabili.
E se volessimo renderla più leggera, magari anche vegana? Se volessimo farla diventare un contorno gradevole o leggero pasto accompagnato da un'insalata?
Vi racconto cosa faccio io.


Partiamo dalla preparazione delle melanzane, che nel piatto originale vanno messe sotto sale per alcune ore, poi risciacquate e fritte. Procedimento lungo, poco salutare e onestamente troppo dispendioso in termini di energia quando fuori fa caldo. 
Io accendo il forno a 170 gradi, taglio le melanzane a fette, le dispongo in file su di una placca da forno, non accavallandole ma disponendole in unico strato, le cospargo di sale integrale e olio extravergine buono e, quando il forno è a temperatura, le inforno fino a doratura: circa 15-20 minuti, a seconda dello spessore delle fette. Una volta cotte le melanzane, le irroro con un filo d'olio extravergine, così saranno umide come quelle fritte, ma l'olio è crudo e fragrante.
Adesso abbiamo le basi per la nostra parmigiana leggera e non ci resta che scegliere, a seconda del nostro gusto e della disponibilità, gli altri ingredienti.
Non può mancare delle passata di pomodoro, ristretta in padella, salata e condita con olio a crudo, una volta pronta, può anche essere allungata un po' con acqua leggermente salata. Potete anche usare delle fette di pomodoro crudo, salate, sostituendo così la salsa di pomodoro.
Usate abbondante basilico fresco e sostituite il parmigiano con semi di canapa e pangrattato, o semi di girasole o zucca o mandorle, tostati e macinati, sempre insieme a pangrattato e un po' di sale.
Fatene 4 strati, alternando uno strato di melanzane, pomodoro, basilico, pangrattato e semi ed infornate a 170 gradi per 20 minuti.
Buona leggerezza a tutti!

Orecchiette integrali, crema di piselli, zucchine e bietola



Per 2 persone:
180 gr di orecchiette integrali 
1 zucchina
4 foglie di bietola
1 cipolla piccola
100 gr di piselli secchi
Semi di canapa decorticata
Olio extravergine d'oliva
Sale integrale di Monthia

Procedimento
Questa ricetta devo darvela assolutamente perchè è incredibilmente gustosa. 
La parte in cui vi dilungherete un po' di più è la preparazione della crema di piselli secchi, ma se volete prepararla in due giorni potete conservare la crema in frigo e completare il piatto l'indomani. 
L'importante è sciacquare bene e poi mettere a bagno i piselli secchi per qualche ora, la cottura risulterà più veloce ed omogenea. 
Cuocere i piselli in acqua (non troppa), finchè non si saranno disfatti e poi salare. Il doppio del volume d'acqua dovrebbe essere sufficiente per ottenere un risultato cremoso una volta frullati i piselli. Aggiungete acqua al bisogno in modo da ottenere un composto abbastanza denso e corposo che, se messo in frigo, si solidificherà. 
In una padella cuocete la cipolla affettata sottilmente, insieme alla zucchina a quadretti e la bieta privata dei filamenti e tagliata a pezzetti. Aggiungete un filo d'olio abbondante e lasciate scaldare bene su fiamma viva. Salate e aggiungete mezzo bicchiere d'acqua ed un coperchio. 
Nel frattempo cuocete le orecchiette e riservate un po' d'acqua di cottura al momento di scolarla. 
Mantecate la pasta con la crema di piselli e se serve diluite con acqua di cottura della pasta, aggiungete quindi le verdure cotte in padella, una spolverata di semi di canapa decorticata ed una foglia di basilico fresco. 


mercoledì 29 giugno 2016

Orto in terrazza e indipendenza


Chi ha adottato uno stile di vita naturale difficilmente apprezzerà prodotti commerciali, questo è assodato, ma con l'andare del tempo anche prodotti biologici certificati non convincono più del tutto. La cosa più bella e affascinante della vita "all'antica" è riscoprirsi in grado di fare tutto in casa, quasi tutto.
Per ciò che non si riesce a fare da soli, rimane l'antichissimo baratto e i produttori locali naturali.
L'orto in terrazza, se si possiede anche un piccolo spazio esterno esposto a sud, è sicuramente da non sottovalutare, in termini di risparmio, gratificazione e qualità del prodotto ottenuto.
L'azione antidepressiva di questa pratica è da Nobel e, non appena assaggerete la prima foglia di insalata, condita un secondo dopo averla staccata diventerete irreversibilmente viziati.
Non tutti si sentono portati per il giardinaggio, questo potrebbe costituire un limite, ma a questo riguardo poco potrà fare il mio piccolo blog, tranne che consigliarvi di provarci e garantirvi che ne verrete rapiti alla prima fioritura o raccolto.
Un'orto in terrazza o balcone ha bisogno di qualche preambolo, di una rete di sostegno, che poi diventerà la vostra "green resource", la vostra chance verde, la possibilità, in poche parole, di riversare i vostri scarti vegetali, organici ed inorganici, vedere nascere un ricchissimo fertilizzante per la vostra "creatura" e dimezzare i rifiuti da smaltire. Vi sembra poco? A me no!
Prima di iniziare l'orto vero e proprio vi consiglio di iniziare il compost. Basta un grande vaso e per grande intendo una dimensione adeguata al vostro terrazzo o balcone, d'altronde anche l'orto sarà proporzionato, con strati di cartone, terra, cenere se avete il camino, gusci d'uova se le mangiate, fondi di té e caffè, scarti di frutta e verdura, tovaglioli usati, erbacce, potete ottenere un ricco compost.
Non sarà molto differente il procedimento per il vostro orto urbano e sarà un po' come cucinare, visto che la tecnica della stratificazione dei materiali si chiama "lasagna". Per quanto riguarda le dimensioni dei vasi, contenitori o cassoni tutto dipende dallo spazio di cui usufruite. Se avete tanto spazio potete coltivate tutto ciò che volete, ma dovrete scegliere dei contenitori profondi a seconda del tipo d'ortaggio. Se, invece, non avete molto spazio, dovrete scegliere delle tipologie di piante che possano crescere bene in vasi meno ingombranti. Tutto è possibile.
Scegliete vasi tondi e non troppo alti per le erbe aromatiche, vasi rettangolari e profondi almeno 40cm per pomodori, biete, lattughe, spinaci e vasi grandi e profondi per zucchine, melanzane, cetrioli e fagiolini. Io consocio sempre diverse piante per vaso.
Il pomodoro con il basilico è tra i più famosi sposalizi, sia in tavola che in vaso. Le erbe potete consociarle quasi tutte, ovviamente in un vaso quelle che vogliono più acqua come basilico, prezzemolo, sedano, menta e in un altro rosmarino, salvia, timo e lavanda.
Per il resto, ci sono migliaia si siti web con liste di consociazioni ed ognuno diventerà mano a mano più esperto grazie all'osservazione.
Torniamo ai vasi, fate una base di argilla espansa, cartone, terra, compost, erba secca o piccoli legnetti, altra terra et violà, avrete un vaso ricco di sostanza organica per i vostri ortaggi.
Avete anche un vaso o meglio due di compost, mentre uno matura, l'altro si riempie di nuovi scarti, questo significa altra sostanza organica in potenza.
Al momento della semina o della messa a dimora di piantine state molto attenti a scegliere sementi da banche di semi antiche, come la nostra localissima banca di Sementi Indipendenti sito qui, oppure ad acquistare sementi biologiche, biodinamiche e sicuramente piantine non ibridate (F1).
Ci sono molti altri trucchi e consigli per portare avanti le vostre colture in balcone, ma ne parleremo in altri post.
Al prossimo!

martedì 28 giugno 2016

una dispensa tutta naturale


Se pensate che avvicinarvi alla cucina naturale sia complicato, leggete i miei consigli e molto probabilmente cambierete idea.
Uno stile di vita sostenibile richiede senza dubbio delle abitudini diverse dalle quelle attuali, dettate da ritmi di vita frenetici, lunghe giornate fuori casa o semplicemente mancanza di informazione. 
La buona notizia è che il tempo di cui disponiamo noi è lo stesso di cui disponevano Einstein, Maria Montessori e Chopin 😜, quindi bando alle ciance, anche noi possiamo fare grandi cose. 
Iniziamo dalla dispensa, la base imprescindibile di tutto, la vostra migliore amica se ben organizzata e il vostro più grosso limite se non ragionata. 
Una dispensa fatta bene, al contrario di ciò che molti possano pensare, deve essere ben assortita ma non straripante, non è una collezione di oggetti rari ma la vostra banca. 
Andiamo per ordine, partendo dai cereali, che sono alla base della nostra alimentazione e sono  7, più i cosiddetti pseudo cereali. 
A seconda che sia estate o inverno possiamo metterci dentro una piccola varietà di cereali, preferendo quelli a chicco più lungo per l'estate e quelli con il chicco più tondo per l'inverno, ma in linea di massimo ecco cosa dovreste non farvi mai mancare. 
Riso integrale, miglio decorticato, orzo decorticato, farro decorticato, riso semintegrale, grano saraceno, ed una varietà di pasta di diversi formati prediligendo quella di grani antichi quali senatore cappelli e timilia, fiocchi di avena. Potete arricchire la scelta con cous-cous integrale, bulgur, polenta, amaranto, quinoa, alternandoli. 
Passiamo ai legumi. Alternate le varietà di lenticchie, ceci, fagioli preferendo quelle coltivate più localmente, ma non tralasciando i fagioli azuki rossi, non locali, ma preziosi. Piselli secchi spezzati e fave fanno anche comodo. 
Farine: farina di grano tenero tipo 2 o integrale (meglio maiorca), farina di grano duro di tumminia o bidì o russello o senatore cappelli. 
Semi e frutta guscio: mandorle a mio avviso devono essere messe al primo posto, nocciole, sesamo, semi di girasole, semi di lino, canapa decorticata. 
Frutta secca: uvetta, datteri, albicocche. 
Varie: alga kombu, aceto di mele, tahin, tamari, miso di riso, senape all'antica, cumino, curcuma, sale integrale marino, bicarbonato, vaniglia, olio extravergine d'oliva, malto di riso, zucchero integrale, tè verde, tè bancha, latte vegetale, cioccolata fondente cruda, marmellata dolcificata con succo di mela o zucchero integrale. 
Frutta e verdure fresche di stagione di ogni colore. 
Ecco la dispensa iniziale. Non dovete acquistare tutto in una volta, potete aggiungere poco alla volta, con il passare del tempo vi ritroverete con una bella dispensa naturale. 
Ci sono moltissimi altri ingredienti da aggiungere una volta entrati appieno nel ritmo del bravo cuoco naturale e, non appena pronti potete lasciarmi un commento qui sotto. 
Al prossimo post! 


lunedì 27 giugno 2016

Earth Day 2016 Capo d'Orlando Per La Terra


Earth Day 2016 - Capo d'Orlando Per La Terra il video ufficiale della tre giorni più green dell'anno.

22-23-24 aprile 2016, Capo d'Orlando - Comune di Capo d'Orlando, Assessorato a Sport, Turismo e Spettacolo, Gentili Con La Terra, Veggie-ssima La Green Chef, Lunedì No Meat

Tasta


Si è conclusa anche questa nuova esperienza, organizzata da una giovane agenzia di produzione eventi culturali, la Crewell, al Perditempo di Barcellona Pozzo di Gotto. 
Insieme a me, gli ortaggi della Zappa e il Lombrico, un'azienda agricola di un giovanissimo imprenditore agricolo Sebastiano e i semi antichi di Eva e Franky di Sementi Indipendenti.
Una serata interessante e diversa, un locale carinissimo, personale gentilissimo e una lista cocktail ricca di spezie e ingredienti biologici. 
L'ingrediente principe della serata, il pomodoro, ha trovato impiego in quattro piatti, dal gazpacho al dolce ed è stata una scelta azzeccata in una serata così calda come quella di ieri. 
Il tema della serata, la biodiversità è stato trattato da vari punti di vista: quello di Eva e Franky di Sementi Indipendenti, i nostri banchieri dei semi antichi, quello del produttore Sebastiano che i semi li pianta, gestendo il suolo in maniera pulita e naturale, il punto di vista della cuoca naturale, che trasforma i frutti della terra preservandone le virtù ed esaltandone la freschezza. 
Abbiamo parlato di suolo, di pesticidi pericolosi e di stagionalità, abbiamo citato Vandana Shiva e chiacchierato amabilmente di salute e ingredienti semplici. 
Abbiamo visto insieme la preparazione di alcune pietanze ed ho descritto il menù composto per il 95% di prodotti a cm 0 poichè provenienti da Barcellona stessa. 
Con un team così la serata non poteva che essere gradevolissima e biodiversa!
Alla prossima. 

lunedì 4 aprile 2016

Meat Free Monday Everywhere

E' con estrema gioia che vi presento l'ultimo nato in casa "Lunedì No Meat", il primo di una lunga serie di libri di ricette collettivi del circuito Meat Free Monday Global.
Il progetto, si fregia della collaborazione di oltre 30 Paesi, tantissime ricette insolite raccolte nel corso di mesi di collaborazione. 

Nell'introduzione abbiamo il piacere di ospitare una famiglia speciale, la famiglia vegana e ambientalista più famosa al mondo, un gesto affettuoso, il loro, che non solo dona prestigio al libro di cucina, ma sottolinea ulteriormente la generosità dei membri di questa splendida campagna.
Ovviamente non vi svelerò qui il nome degli ospiti d'onore, ma dovrete andare a curiosare sul nostro libro, che per altro è completamente gratuito ed estremamente interessante.

Creatore e coordinatore del ricettario è il presidente di Gentili Con La Terra, la nostra Veggie-ssima, Francesca Molica Colella. 
Con lei Karen Trevayne (Meat Free Monday Belgio) editore, Morgan Johnson e Catherine Chao (Meatless Monday USA) grafica e Nina Kristine Oloffson, autrice del blog PlantePusherne che ha fornito supporto e consulenza.

La presentazione è avvenuta in anteprima in dicembre a Parigi, in occasione del COP21, il summit sui cambiamenti climatici, ma il lancio vero e proprio Noi di Meat Free Monday Global lo facciamo tutti insieme Lunedì 4 aprile lo e dedichiamo alla Terra nel suo mese, aprile, l'Earth Month, perchè non dimentichiamo che diminuire il consumo di carne diminuisce il nostro impatto sulla Terra, aiuta a combattere i cambiamenti climatici, garantisce più risorse per tutti.

Less Meat = Less Heat


Trovate il pdf al link qui sotto:
Meat Free Monday Everywhere

giovedì 28 gennaio 2016

Verdure fermentate o insalatini


Microbiota.....sapete cos'è? Semplicemente la flora intestinale, quella colonia di microorganismi che ci tiene in salute, che combatte ogni invasore esterno, che tiene a bada i batteri patogeni.
Il microbiota è fortemente influenzato dallo stress, ma ancora maggiormente dall'alimentazione. Uno stile di vita squilibrato dal punto di vista dietetico, l'assunzione di farmaci e la frenesia della quotidianità, conducono alla disbiosi intestinale, un'alterazione del microbiota.
Per mantenere in salute la nostra flora batterica possiamo ingerire probiotici, ceppi differenti di microorganismi che aiutano il nostro organismo e le difese immunitarie.


Pieni zeppi di probiotici sono gli alimenti e le bevande fermentate, ma non spaventatevi, alcuni di essi erano già conosciuti dai nostri avi e gli altri appartengono a popoli più lontani, ma anch'essi vengono usati da secoli.
In particolare oggi parliamo di verdure fermentate, cavolo,
sauerkraut o crauti in Germania, insalatini in Giappone.



La preparazione è molto semplice, ma richiede qualche accortezza, in particolare che le norme igieniche siano assolutamente rispettate. Mani pulitissime, utensili, contenitori e superfici altrettanto.
Inizate a lavare le verdure che avete scelto e ad affettarle molto sottilmente. Preparate un vaso di vetro o di ceramica capiente abbastanza da contenere le verdure e il liquido che si formerà nei giorni seguenti. Occorre anche un peso, che tenga le verdure pressate sotto il livello del liquido, sempre!
Io tengo da parte delle foglie di cavolo (cappuccio o verza) intere da usare come "tappo".


Il secondo e ultimo ingrediente che serve è il sale marino integrale, di Mothia per i siciliani, il più "locale" per gli altri.
Io uso 1 cucchiaio di sale per 1 intero cavolo cappuccio affettato, cioè un'intera ciotola di verdure.
Massaggiate le verdure con il sale e fatelo per alcuni minuti. Noterete che inizierà a formarsi del liquido, continuate e poi lasciate riposare per 10-15 minuti.
Trasferite tutto nel vaso di vetro e mano a mano che inserite le verdure pressate bene con la mano o con un cucchiaio, in modo da compattare bene e continuate finchè non avrete inserito tutte le verdure. Se avete le foglie di cavolo intere mettetele sopra a chiudere e ponete il "peso", come ad esempio una bottiglia di vetro (lavata in precedenza) piena d'acqua.


Coprite con una garza o strofinaccio pulito e lasciate fermentare lontano da calore o luce diretta per 3 giorni, controllando sempre che le verdure siano sempre ben pressate e sommerse dal liquido.
Trascorsi i 3 giorni trasferite le vostre verdue fermentate in vasetti più piccoli, coprendo sempre con il liquido, tappate e conservate in frigo.



Consumatene un cucchiaio al giorno ai pasti ed usateli nelle vostre ricette!


domenica 10 gennaio 2016

Base per pizza fatta in casa (senza lievito)


Io non sono una brava consumatrice, non vado quasi mai al supermercato.
La mia dispensa è composta da beni di prima necessità, come farina, legumi, malto, zucchero integrale, cereali integrali sotto varie forme. Al momento di decidere cosa voglio preparare o che ricetta voglio modificare, vado a vedere in dispensa quale sarà la sfida.
Ieri sera avevo voglia di pizza, non avevo tempo e non avevo le basi già pronte, ma avevo la farina integrale....ed ecco qui cosa ho fatto.


Con pochi ingredienti, naturali e semplicissimi, in pochissimo tempo ho ottenuto 2 ottime basi per pizza, pronte per essere guarnite ed infornate.
Dopo aver preparato l'impasto, averlo lasciato a riposare 10 minuti, steso con il mattarello, l'ho cotto sulla griglia di ghisa, ma potete farlo anche in padella ben calda, senza olio.

Ingredienti per 2 basi:
250 gr di farina di grano tenero tipo 2 o integrale
100 gr o qb d'acqua a temperatura ambiente
40 gr di olio extravergine d'oliva
2 cucchiaini di sale
1 cucchiaino da caffè di bicarbonato
2 cucchiaini di aceto di mele non pastorizzato

Procedimento:
Impastate insieme tutti gli ingredienti, formate una palla liscia e soda, dividetela a metà e fate riposare per 10/15 minuti. Trascorsi, stendetela con il mattarello, ben sottile e, nel frattempo mettete a scaldare la griglia di ghisa o padella. Cuocete una base alla volta, 2 minuti per lato.
Le basi così ottenute possono essere condite e messe in forno subito o conservate avvolte in un panno o carta forno.
Il risultato è di gran lunga migliore di quelle confezionate!


mercoledì 4 novembre 2015

Risotto ai topinambur e porri con ceci tahin e semi di papavero


Il titolo di questa mio post potrebbe far pensare ad una ricetta laboriosa e dai mille ingredienti, ma in effetti non è così. Di certo l'arrivo della mia stagione preferita mi ha messo di buon umore e mi ha dato l'ispirazione per questo delizioso risotto autunnale a base di topinambur e porri. Dei ceci che avevo lessato il giorno prima insieme a tahin e succo di limone hanno mantecato perfettamente donando cremosità e corpo. Un tocco di curcuma fresca appena grattuggiata e i semi di papapavero hanno concluso l'opera. Il risultato è semplicemente straordinario.
Il riso, un lungo ribe semi-integrale, va risciacquato lungamente se non addirittura messo a bagno, quindi tostato con un filo d'olio extravergine finchè non diventa traslucido, poi si uniscono i porri in maniera tale che non ri brucino durante la tostatura del riso.
Ma addentriamoci nella preparazione.


Ingredienti per 2/3 persone:
150gr di riso semi-integrale ribe
3 topinambur
5cm di porro
2 cucchiai di ceci lessi
1/2 cucchiaio di tahin
1 spicchio di limone
olio extravergine d'oliva 2 giri
curcuma e semi di papavero qb 
sale integrale di Mothia

Procedimento:
Pulite e tagliate sottilmente il porro e i topinambur, sciacquate il riso e scaldate una pentola d'acqua. In un tegame alto fate tostare il riso con un paio di giri d'olio, aggiungete quindi il porro e subito dopo il topinambur. Fate rosolare mescolando di continuo e iniziate ad aggiungere mestolo a mestolo l'acqua bollente, facendo assorbire per bene prima di versare il successivo.


Non appena il riso sarà quasi al dente salate e grattuggiate un po' di curcuma o aggiungetene un pizzico in polvere se non l'avete fresca.
Nel frattempo frullate i ceci con il tahin e il succo di limone, aggiustando di sale. Mantecate il riso a fuoco spento con la crema ottenuta, che alla fine altro non è che hummus. Impiattate e spolverate con semi di papavero e curcuma grattuggiata, regolando la densità con qualche cucchiaio d'acqua bollente se necessario.




giovedì 22 ottobre 2015

Tarte tatin di mele rosse semi di canapa e cannella...una crostata capovolta!



Mele, cannella, semi di canapa, pochissimo zucchero integrale e poco glutine.
Questo dolce si prepara in 20 minuti, non sporca tutta la cucina, non appesantisce e nutre....davvero!
La frolla l'ho fatta nel robot da cucina in 3 minuti, unendo delle farine alternative alla classica farina integrale di grano tenero agli straordinari e versatilissimi semi di canapa decorticati, al malto di riso e poco olio extravergine d'oliva.


Anche per i dolci, a parte per quelli crudisti in cui utilizzo l'olio vergine di cocco biologico (naturalmente), opto sempre per un locale olio extravergine d'oliva che sopporta bene le temperature e supporta bene i produttori locali.
Mele locali e bio, semi di canapa locali e bio, per gli ingredienti più "esotici", quali zucchero integrale e cannella ad esempio, mi affido ai mercati equo-solidali e almeno sono sicura che qualcuno protegge i coltivatori e le foreste!
Ma veniamo a noi.


Le mele sbucciate e affettate le dispongo a raggiera in una teglia da crostata unta con olio extravirgine e poi le spolvero di cannella e zucchero integrale prima di ricoprirle con la frolla. Considerate che la tarte tatin verrà capovolta e la parte a vista sarà qualla con le mele, quindi disponetele bene.
In cottura si insaporiranno e, rilasciando la loro acqua di vegetazione, creeranno un leggerissimo caramello.


La frolla la stendo tra due fogli di carta forno, così non si rompe ed è facile da gestire. Considerando che l'unico legante è il malto è un po' fragilina, ma in questa maniera stendo, tolgo uno dei due fogli e con l'altro rigiro la frolla sulle mele. Quando ben posizionata tolgo la carta forno e taglio gli eccessi sui bordi.
Ultimo accorgimento è quello di rigirare la frolla ai bordi verso l'interno, in modo da "abbracciare" bene le mele.


La carta forno per favore riutilizzatela per altre cose non la buttate via.



Ingredienti per la frolla:
100gr di farina d'avena integrale
70gr di farina di cocco
50gr di semi di canapa decorticata
100gr di malto di riso
35gr di olio extravirgine d'oliva
1 pizzico di sale

Per il ripieno:
2 mele rosse
1 cucchiaio di zucchero integrale (io dulcita)
1 cucchiaino di cannella macinata (io macinata fresca)
una spruzzata di limone (facoltativo)

Procedimento:
In un robot da cucina frullate tutti gli ingredienti per la frolla e formate una palla che farete riposare mentre preparate il resto.
Lavate, sbucciate e affettate le mele in spicchi non troppo spessi. Disponeteli a raggiera in una teglia da crostata precedentemente unta con poco olio extravirgine, senza dimenticare i bordi.
Stendete la frolla tra due fogli di carta forno, deve essere sottile ma non carta velina altrimenti si rompe, si brucia e le mele rimangono crude. Un po' meno di un dito.
Con l'aiuto del foglio di carta inferiore ribaltate la frolla sulla teglia con le mele, rimboccate i bordi e mettete in forno preriscaldato a 160° per 12/15 minuti circa, ma dipende molto dal forno. La mia si è colorita in fretta, quindi occhio!
Fate raffreddare qualche minuto prima di rivoltarla su di un piatto da portata, facendo molta attenzione ai succhi che potrebbero gocciolare sulle vostre mani.
La crosta è croccante ma l'interno intriso di mele, caramello e cannella! Una delizia....
 
Si è un po' bruciacchiata questa!

 


giovedì 15 ottobre 2015

Vellutata ricca con miglio verdure e fagioli Mung



Non a tutti piace il miglio e non tutti sono abituati all'idea di mangiare nuovi cibi, di consistenza e forma non usuali.
Il miglio viene dato agli uccelli, ma noi ne facciamo pochissimo uso e questo è un male perchè ha molte proprietà importanti.
E' l'unico cereale alcalinizzante e questa sarebbe già un'ottima ragione per consumarlo abitualmente, è privo di glutine, quindi ottimo per i celiaci, è ricco di ferro, magnesio, fosforo, silicio, vitamine A e B, dà energia e si digerisce molto facilmente. Serve altro?


Lo trovate in commercio sotto molte forme: decorticato, soffiato, in fiocchi, farina e anche sotto forma di bevanda (latte di miglio).
Cuoce in 20 minuti, dopo averlo sciacquato bene sotto acqua corrente e, se avete il tempo e la voglia (ve lo consiglio), tostato in padella prima di aggiungere un quantitativo doppio di acqua fredda che assorbirà del tutto durante la cottura. Se lo salate a fine cottura potrete usare meno sale e i chicchi rimarranno più integri.


Ma andiamo alla vellutata!
Avevo in casa un po' di verdure diverse e, come Paperone con la sua zuppa di bottoni, ho cominciato con due foglie di spinaci, due broccoletti, una patata dolce....e via via mi sono ritrovata con una zuppa davvero ricca.
Ho poi frullato il tutto per ottenere una vellutata dal gusto spettacolare e dalla consistenza "amica" di tutti.
Mi sono ricordata solo alla fine di scattare qualche foto...quindi vedrete soltanto il piatto finito, ma è facilissimo da preparare.


Un ultima nota meritano i fagioli Mung, anche chiamati impropriamente soia verde, ricchissimi di proteine e nutrienti, sono anche ricchi di fitoestrogeni, per tanto metteteli a bagno per almeno qualche ora o la sera prima anche se non necessitano di ammollo. Combattono il colesterolo grazie alla lecitina contenuta, regolano anche la glicemia e hanno basso indice glicemico.


Ingredienti per 2 persone:
80gr di miglio decorticato
50 gr di fagioli Mung
4-5 foglie di spinaci (o biete o cicoria)
4 broccoletti
1 zucchina piccola o 1/2 se più grande
1 patata dolce o americana
3 cm di alga Kombu (mettete in ammollo con i fagioli o direttamente in pentola)
1 pezzetto di sedano
olio extravergine d'oliva
sale di Mothia e pepe nero
semi di zucca e miglio soffiato (facoltativi per guarnire)
un ciuffetto di rosmarino

Procedimento:
Lavate e tagliate tutte le verdure, sciacquate il miglio abbondantemente e anche i fagioli Mung (se non li avete messi a bagno).
Mettete il miglio da solo in una pentola abbastanza capiente e tostatelo un attimo, quindi aggiungete i fagioli e le verdure, acqua che copra di almeno il doppio e l'alga kombu. Fate cuocere per 30/40 minuti circa, finchè tutto sarà ben cotto. Se necessario aggiungere altra acqua bollente poco a poco, senza esagerare per non ritrovarsi con una brodaglia insapore.
Una volta cotto  potete salare e pepare, togliere l'alga (se preferite) e frullare tutto.
Condite con un filo di olio extravergine, semi di zucca leggermente tostati in padella, un ciuffetto di rosmarino e miglio soffiato (o riso se li avete).




lunedì 5 ottobre 2015

Pizza veloce o flatbread


Alcune volte anche io ho poco tempo per cucinare, ma non per questo decido di mangiare male.
La pizza è una di quelle cose che richiede lunghi tempi tempi di lievitazione ed in pochissime pizzerie la fanno con ingredienti biologici di qualità, per cui non la mangio mai. In commercio però si trovano delle basi per pizza, biologiche, di farro, grano saraceno, frumento o senza glutine.
Leggete sempre gli ingredienti ed evitate tutti i prodotti con una lista troppo lunga, o quelli che contengono olio di palma. Io preferisco sempre prodotti che utilizzano olio extravergine di oliva, che non contengano zucchero raffinato e carragenina, per citare alcuni nemici della salute.
Ecco la mia pizza autunnale...che poi è più un flatbread perchè di pizza ha poco.
Ingredienti pochi come sempre: la base di farro integrale, carote, erbette (biete o erbe selvatiche), semi di canapa o qualsiasi seme gradite maggiormente, olio di canapa o extravergine d'oliva.
In forno a 160° bastano 10/15 minuti.
Non sarà pizza, ma è un gustoso pasto serale, nutriente e leggero!

Ingredienti:
1 base per pizza biologica (di farro e cereale preferito)
2 carote (cotte a vapore o stufate)
1 mazzettino di erbette (saltate in padella)
1 manciata di semi di canapa (o i vostri preferiti)
sale di Mothia e pepe
olio di canapa o extravergine d'oliva

Procedimento:
Frullate le carote cotte a vapore o stufate con un filo d'olio e acqua, aggiustando di sale e pepe.
Spalmate la crema di carote sulla base, aggiungete le erbette o biete (o altre verdure) e mettete in forno a 160° per 10/15 minuti. Appena ben dorata tiratela fuori dal forno e spolveratela di semi macinati. Conditela con un filo d'olio di canapa o extravergine d'oliva.

giovedì 24 settembre 2015

Penne di farro con verdure confit e sesamo nero


Ancora un piatto di pasta?...mi era avanzato del pesto! Magari succede anche a voi, oppure non vi piace la zucca e cercate un'altra idea.
Anche questa ricetta è facile, veloce e gustosa e ha un tocco in più. Gli ingredienti sono pochi: pomodorini ciliegini, melanzane, pesto, penne di farro, pesta al basilico e....sesamo nero!
Le verdure le ho cotte in forno e come sempre dolcemente a 160°, semplicemente con sale, pepe ed olio extravergine d'oliva.


Il sesamo nero è l'ingrediente che trasforma un piatto semplice in qualcosa di più profondo sotto ogni punto di vista. Abbellisce, aggiunge almeno un paio di dimensioni in fatto di gusto e texture e sotto il profilo nutrizionale è una vera gemma, essendo ricco di sostanze importantissime per combattere l'invecchiamento, come vitamina B e ferro, ricchissimo di calcio, zinco e vitamina E.
Questa volta ho utilizzato pennette di farro e ho fatto una foto anche alla pentola... :-p




Ingredienti per 2 persone:
150 grammi di pasta di farro
1 melanzana
500 gr di pomodorini ciliegini
2 cucchiai di pesto di basilico fatto in casa
2 cucchiai di sesamo nero
sale integrale di Mothia e pepe
olio extravergine d'oliva

Procedimento:
Accendete il forno a 160° e mentre aspettate che arrivi a temperatura lavate la melanzana e i pomodorini, tagliate le melanzane in bastoncini lunghi e lasciate interi i pomodori e metteteli sulla placca del forno, coperta da carta forno. Condite con sale integrale, pepe e olio prima di infornare.
Nel frattempo mettete la pentola per la pasta.
Le verdure staranno in forno per 25 minuti circa, forse meno, ma dipende dal forno, rigirate le melanzane a metà cottura e spegnete quando tutto e dorato e ben cotto.
Condite la pasta fumante con le melanzane e i pomodorini che, se preferite potete un po' schiacciare con la forchetta, unite il pesto e una volta impiattata spolverate di sesamo nero leggermente tostato.

Con il pesto (si vede poco il sesamo)

Senza pesto





mercoledì 23 settembre 2015

Farinata con zucchine...la frittata di ceci!

 

Qualche sera fa stavo parlando di cucina naturale e vegana con la mia amica Elvira e si discuteva di secondi piatti e mi ero quasi dimenticata di questa facilissima e pratica alternativa alla classica frittata.
Con pochissimi ingredienti, di ottima qualità come sempre, si riesce a mettere d'accordo anche il più scettico dei commensali.
La base di farina di ceci rimanda alla tradizione di svariate regioni italiane, alle sicilianissime panelle, la farinata, la cecina, la torta, alcuni dei nomi usati tra Liguria e Toscana, si possono utilizzare un'infinità di ortaggi e tuberi diversi per arricchirla e renderla sempre diversa.
Oggi la prapariamo con le zucchine e la cipolla.


Con questo clima incredibilemente estremo e variabile, le zucchine hanno fatto una breve apparizione durante l'estate e sono poi state decimate dalle temperature tropicali di fine luglio ed agosto. Adesso sono riapparse, grazie al calo delle temperature. Ne approfitto per gustarne ancora qualcuna prima che arrivino quelle di serra.
Anche per questa ricetta vi suggerisco alcuni accorgimenti prima di passare al procedimento vero e proprio.
Per prima cosa, è bene preparare la 'pastella', combinando insieme la farina di ceci bio con acqua, olio extravergine e sale e lasciarla riposare finchè le zucchine non saranno cotte e il forno caldo.
In questo modo il sapore caratteristico della farina di ceci si ammorbidirà un po' e se vorrete usare la curcuma o altra spezia, queste avranno modo di infondersi nel composto.


Parliamo adesso delle verdure e della loro cottura. Io non friggo quasi mai, le verdure le cuocio spesso al vapore, in forno a 160° oppure con olio ed acqua e un coperchio praticamente ermetico.
Ho cotto così la cipolla e la zucchina per questa frittata, pulendo e affettandole e mettendole in padella con olio extravergine, sale integrale marino, e un po' d'acqua. Faccio scaldare tutto insieme e poi metto subito il coperchio fino a quando le verdure non saranno tenere, quindi tolgo il coperchio e faccio asciugare un po' l'acqua rimasta.


Quando è tutto pronto si procede...unisco le verdure alla pastella di farina di ceci e rimetto nella stessa padella e in forno fino a cottura ultimata.
Nella foto che segue vedrete la curcuma, che avevo dimenticato ed ho unito in extremis :-)





Ingredienti per 4 persone:
Pastella
125 grammi di farina di ceci bio
300 grammi di acqua
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
1 cucchiaino scarso di sale integrale di Mothia
1 cucchiaino di curcuma (facoltativo e sostituibile con altre spezie o erbe)
pepe nero a piacere

Verdure
1 zucchina grossa (400 grammi circa)
1 cipolla rossa piccola
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
mezzo bicchiere d'acqua

Procedimento:
In una ciotola mescolate insieme gli ingredienti per la pastella e lasciate riposare. 
Accendete il forno a 160° e iniziate a lavare, pulire e tagliare le verdure. Io  ho tagliato la zucchina a metà, poi ancora a metà e quindi in fette non troppo sottili, altrimenti si disfano completamente. La cipolla invece potete tagliarla a rondelle sottili o nel senso della lunghezza come ho fatto io.
Cuocete le verdure come spiegato sopra. Impiegheranno circa 10-15 minuti a cuocersi ed asciugarsi.
Unite le verdure cotte alla pastella e versate nella stessa padella, se adatta al forno oppure in una teglia o pirofila da forno, considerando che la farinata non dovrà venire troppo alta, altrimenti risulterebbe troppo cremosa internamente.
Infornate a 160° gradi per 25 minuti circa o finchè dorata e asciutta.
Eccola!






lunedì 21 settembre 2015

Pasta con pesto di fine estate




Oggi ho trascorso la mattina in terrazza a curare il mio orto sinergico in vaso. All'inizio dell'estate, per cercare di capire bene le consociazioni, ho piantato basilico a volontà, per studiarne il comportamento in sinergia con altre piante. Il risultato è stato una quantità incredibile di basilico!!!
Oggi ho tolto qualche cima e qualche fiore per preparare le piante ad affrontare l'inverno e mi sono ritrovata con un cestino pieno di foglie profumatissime.

Pesto? Si, ma non il classico.
Faccio un pesto di fine estate ed uso anche la zucca caramellata che stavo già preparando senza sapere bene perchè.

Terzo ingrediente: semi di canapa!
Il condimento perfetto per delle caserecce integrali di grano duro Tumminia.

Il risultato è molto equilibrato, sia sotto il profilo nutrizionale, sia sotto quello del gusto.

Il procedimento è semplicissimo, trattandosi di un pesto, la parte più lunga è rappresentata dalla cottura in forno della zucca caramellata, per via di una cottura dolce e prolungata, ma ne vale la pena!




Ingredienti per 2 persone:
500 grammi di zucca (circa 4 fette con la buccia)
1 cucchiaio di malto di riso
1 mazzetto di basilico
50 grammi di semi di canapa decorticati (più una manciata per guarnire)
150 grammi di caserecce integrali di grano duro Tumminia
1/2 spicchio d'aglio o anche meno
sale integrale di Mothia
olio extravergine di oliva
 

Procedimento:
Cominciate accendendo il forno a 160 gradi e lavando la zucca con la sua buccia e tagliandola a fette grosse circa 1 dito, cercando di essere il più uniformi possibili, in modo da avere una cottura omogenea.
Mettete le fette di zucca sulla placca, con carta forno e a filo, dal cucchiaio lasciate scendere il malto di riso, muovendovi abbastanza velocemente in modo da creare una "ragnatela" sulla zucca. Non esagerate con le quantità, se dovete metterne meno di un cucchiaio fatelo. Adesso salate, pepate e mettete in forno per una mezzora o poco più, rigirando le fette a metà cottura, finchè la polpa non risulterà tenera, quasi sfatta.
Potete mettere un pentolino con poca acqua in forno per creare un po'di vapore ed mantenere umida la zucca.

Adesso in un frullatore mettete le foglie di basilico, sale, l'aglio grattuggiato al momento, i semi di canapa e circa 3 cucchiai di olio extravergine. Aggiungete quindi 2 delle 4 fette di zucca caramellata, ovviamente private della buccia, e frullate ancora.
Nel caso di pesti fatti a crudo, se devo allungare un po', non uso acqua di cottura della pasta, perchè cuocerebbe, preferite invece acqua fredda di frigorifero, per mantenere brillanti i colori. Regolate quindi la consistenza del pesto in questa maniera e conditeci la pasta, la cui cottura non credo vi debba spiegare....
Servite con una fetta di zucca intera, come nella foto o con dadini che ricaverete dopo aver eliminato la buccia. Spolverate con semi di canapa.